venerdì 28 settembre 2012

Stupri, è giusto chiudere di notte la Stazione Termini? Sandra Rondini avatar


Dopo l'ultimo episodio di stupro torna la polemica se sia il caso o no di serrare la notte le stazioni, creando zone di nessuno dove la criminalità impera e dove chi ci capita deve solo sperare di vedere l'alba incolume...
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Dopo l'episodio dello stupro di gruppo a Roma ad opera di 4 romeni su una signora bulgara di 40 anni, colpevole solo di aggirarsi alle 2 di notte in zona Termini alla ricerca di un treno che la riportasse al Nord per poi da lì prendere un aereo per la sua terra, torna la polemica se sia il caso o no di chiudere le stazioni la notte. 

La donna non si sarebbe mai trovata vicina alle porte scorrevoli di Piazza dei Cinquecento, una delle entrate della stazione di Roma Termini, dove un agente della Polfer le aveva consigliato di restare buona ad aspettare che la stazione riaprisse. Sempre meglio che aggirarsi nel quartiere, le aveva detto. Ma questo non è bastato alla giovane donna per evitare di essere prelevata a forza, sequestrata per una notte intera e sottoposta a ogni genere di tortura fisica e psicologica, filmata dai suoi aguzzini con i telefonini. 

La donna, giunta in Italia in cerca di fortuna solo qualche mese fa, aveva provato a fare la badante, ma delusa da questo lavoro, voleva tornare a casa dal marito. Ma sotto Ferragosto aveva trovato pieno ogni volo aereo e così i treni e giunta la notte non aveva trovato di meglio che aspettare alla stazione per vedere di trovare il giorno dopo qualche altra soluzione. 

Una decisione che le è costata cara, eppure la donna, dal grande sangue freddo, ha aspettato che i suoi aguzzini si addormentassero per rubare loro un telefonino come prova schiacciante della loro colpevolezza e scappare poi in ambasciata dove, grazie alla Polizia, si è risalito preso ai quattro delinquenti di Riano, zona vicina alla Capitale, dove il branco aveva portato la donna.

Sebbene i barboni dormano tutti attorno al perimetro della stazione, rischiando la pelle ogni notte per le azioni maledette e sconsiderate di qualche teppista e drogato, una donna sola a Termini o è una prostituta o è una potenziale vittima di criminalità.

Eppure la stazione è il punto di approdo di tantissimi turisti che alloggiano negli alberghetti che costellano ogni via del circondario.

Ma di notte, benchè sia in pieno centro, anche lei diventa terra di nessuno. Roma sta diventando una città di una violenza incredibile. I reati rispetto all'anno scorso sarebbero aumentati del 60% e queste sono cifre da Bronx, sicuramente vergognose per chi ha costruito un'intera campagna elettorale proprio sulla questione sicurezza. 

Non è certo colpa del Sindaco se quattro balordi in città decidono di prendere di mira una donna inerme, ma possibile che un agente Polfer per una donna sola potesse solo dare il consiglio di mettersi vicina alle porte scorrevoli e sperare di passare indenne la notte?

Tutta qui la sicurezza che si può garantire? 

A Termini, come negli anni Settanta, dopo una certa ora incontri solo balordi, tossici, tassisti col turno di notte (poveretti...), prostitute, trans, barboni, spacciatori e varia 'umanità' lì rigettata dalla città come una puzzolente risacca per qualche ora della notte, ore di tutti e di nessuno.

Se la stazione fosse aperta, con il suo centro commerciale, con le sue luci e tutto il resto, o con qualsiasi altra attività o attrazione turistica,  tutto sarebbe diverso anche se non ci sono treni a viaggiare con il conseguente via vai impazzito di gente che va e che viene. Invece a una certa ora si spengono le luci, si calano le saracinesche e chi è fuori è esposto a qualsiasi pericolo. 

Dal buio spuntano come 'zombie' le creature della notte. Non stiamo esagerando. Ci sono creature partorite dalla notte e che alla notte sola appartengono. 

Personalmente non bazzicheremmo la sera in zona Termini nemmeno se ci pagassero, eppure, lo ripetiamo, stiamo parlando di una zona che è proprio accanto a piazza della Repubblica, con i suoi alberghi di lusso e la sua via Nazionale che arriva fino a piazza Venezia. Roma di notte fa paura. Ammettiamolo. Sono riusciti ad ottenere un coprifuoco generale senza neanche doverlo imporre...

Quello che vogliamo dire al Sindaco è che la notte non è fatta per le 'creature della notte', che, anzi, la sua giunta dovrebbe provvedere a recuperare, reinserendole nel mondo normale per quello che è possibile o almeno mettendole in condizione di non nuocere a chi, gente normale, non cessa di avere bisogni e necessità solo perchè è scattata l'ora X. 
 
Se una donna è in zona Termini dove si rifugia? I bar sono chiusi, la stazione è chiusa, per terra bisogna fare lo slalom tra i barboni, in giro c'è solo gente strana e nessun posto sicuro in cui riparare. 

Ma è Roma o è Resident Evil? 

E' la Capitale o un set di un videogioco splatter in cui  calate le ombre della sera d'improvviso devi difenderti da ogni genere di pericolo?

Non è che nasciamo tutti Rambo o abbiamo frequentato bootcamp o corsi di sopravvivenza. Sembra di capire, dato che tutto intorno è chiuso e sbarrato, che il messaggio alle persone normali sia quello di restare a casa, lontani da lì, perchè, finchè non tornerà l'alba, quella sarà zona di caccia per 'zombie' di città. 

Complimenti per la versatilità di una Roma double face, a misura della supposta legalità di giorno e della manifesta criminalità di notte.

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